- Crisi matrimoniale? fate sesso orale, parola di Gwyneth Paltrow. L'attrice si sarebbe lasciata andare a dei consigli hot rivelati durante lo show “Chelsea Lately“.
La conduttrice del programma avrebbe messo molto in imbarazzo Gwyneth
rivelando alcuni consigli sui rapporti di coppia che l'attrice avrebbe
dato ad una loro amica comune. In particolare, la Paltrow avrebbe consigliato pratiche sessuali “solidali” per sbollire la rabbia. Niente «Ridere e scherzare», dunque,
come consigliava la stessa attrice in un'intervista durante la crisi
con il cantante dei Coldplay Chris Martin, ma «Qualsiasi cosa tu provi,
fai l’opposto. Se sei arrabbiata, torna a casa da lui con amore e fagli un p...».
La star non ha avuto il coraggio di replicare ma nel pieno imbarazzo di è
limitata ad annuire e dire: «Cosa penserebbe mia mamma se mi vedesse».
La conduttrice ha ironizzato affermando di desiderare di mostrare al
pubblico una Gwyneth diversa da come appare.
Chissà però se l'attrice ha gradito?
lunedì 6 maggio 2013
KIERA, 16 ANNI, FINISCE IN MANETTE PER UN ESPERIMENTO SCOLASTICO
- Arrestata per un esperimento scolastico. É accaduto a Kiera Wilmot, 16enne nativa della Florida che è finita in manette con l’accusa di aver fatto scoppiare una bottiglia d’acqua riempita con una miscela esplosiva di prodotti chimici
La ragazza avrebbe realizzato un semplice esperimento per la scuola ispirandosi a diversi video presenti in rete. Nel corso dell'esperimento nessuno si è fatto male, ma stando al rapporto della polizia, la proprietà sarebbe stata danneggiata. La studentessa è così stata accusata di «possesso e scarica di un’arma all’interno della scuola e di aver realizzato un congegno distruttivo», secondo quanto riporta l'Huffington Post.
Kiera ha raccontato alla polizia che stava conducendo un esperimento scientifico, anche se non sembra che le fosse stato assegnato da qualche insegnante. A prendere le difese della ragazza anche il preside della scuola, Ron Pritchard, che ha raccontato che Kiera non ha lasciato la sede della scuola dopo l’esplosione e che quindi le sue intenzioni non erano minacciose. Per ora comunque, oltre all'arresto è stata prevista anche l'espulsione.
La ragazza avrebbe realizzato un semplice esperimento per la scuola ispirandosi a diversi video presenti in rete. Nel corso dell'esperimento nessuno si è fatto male, ma stando al rapporto della polizia, la proprietà sarebbe stata danneggiata. La studentessa è così stata accusata di «possesso e scarica di un’arma all’interno della scuola e di aver realizzato un congegno distruttivo», secondo quanto riporta l'Huffington Post.
Kiera ha raccontato alla polizia che stava conducendo un esperimento scientifico, anche se non sembra che le fosse stato assegnato da qualche insegnante. A prendere le difese della ragazza anche il preside della scuola, Ron Pritchard, che ha raccontato che Kiera non ha lasciato la sede della scuola dopo l’esplosione e che quindi le sue intenzioni non erano minacciose. Per ora comunque, oltre all'arresto è stata prevista anche l'espulsione.
DIETA MEDITERRANEA ELISIR DI LUNGA VITA. "MIGLIOR TERAPIA CONTRO L'INVECCHIAMENTO"
- Un vero e proprio elisir di lunga vita si cela nelle regole della dieta mediterranea,
capace di accendere letteralmente un enzima che mantiene le cellule
giovani più a lungo. Allo studio c'è un farmaco che agisce sullo stesso
enzima, ma gli esperti sottolineano che un'alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi animali,
risulta ancora la miglior «terapia» antinvecchiamento. Tutti sanno che
frutta, verdura, legumi, cereali e pesce fresco sono gli alleati più
preziosi per restare giovani a lungo, perchè agiscono anche a livello
delle singole cellule impedendone il deterioramento: ora una ricerca
tutta italiana spiega perchè ciò sia possibile, svelando i meccanismi
precisi per cui un'alimentazione bilanciata ed equilibrata ha un potente
effetto antiaging.
LA RICERCA Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS One, è stato condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Geriatria della Seconda Università di Napoli guidati da Giuseppe Paolisso, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG). I medici hanno coinvolto 217 anziani, suddividendoli in gruppi in base all'aderenza, più o meno stretta, alla dieta mediterranea e analizzandone quindi i globuli bianchi. «Abbiamo studiato i telomeri, la parte terminale dei cromosomi che sappiamo essere una sorta di 'orologiò cellulare - spiega Giuseppe Paolisso - A ogni divisione della cellula si accorciano fino ad arrivare a una soglia critica, oltre la quale non possono più diminuire; è a questo punto che parte il processo di invecchiamento cellulare. Sapevamo già che la dieta mediterranea si 'opponè all'accorciamento dei telomeri: siamo perciò andati a valutare i telomeri dei globuli bianchi dei partecipanti allo studio per capire se e soprattutto come l'alimentazione incida sulla loro lunghezza». I risultati mostrano chiaramente che una dieta equilibrata influenza l'attività della telomerasi, l'enzima che permette di «costruire» i telomeri impedendone l'accorciamento. «Tanto più i soggetti seguivano una dieta mediterranea, quanto più risultava attivo l'enzima - riprende Paolisso - Avere individuato che su questo 'interruttorè cellulare agiscono i nutrienti di un'alimentazione sana e bilanciata, in cui siano abbondanti frutta, verdura, legumi, pesce fresco e cibi a basso contenuto di grassi, evidenzia il meccanismo che permette alla dieta di mediterranea di favorire la longevità ed è un'ulteriore prova della sua spiccata capacità antiaging, che si può ormai ritenere un vero e proprio farmaco». Attenzione però: l'effetto si ottiene dal mix equilibrato dei diversi nutrienti e gli stessi vantaggi non sembrano raggiungibili attraverso integratori, per quanto associati a ricreare il più possibile il «cocktail» che emerge da un'alimentazione sana. Esiste tuttavia una sostanza che agisce sulla telomerasi, attivandola: già in commercio negli Stati Uniti come integratore, è tuttora in sperimentazione clinica. «Per il momento l'unico modo certo per rallentare l'invecchiamento è aderire ai principi della dieta mediterranea», conclude però Paolisso.
LA RICERCA Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS One, è stato condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Geriatria della Seconda Università di Napoli guidati da Giuseppe Paolisso, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG). I medici hanno coinvolto 217 anziani, suddividendoli in gruppi in base all'aderenza, più o meno stretta, alla dieta mediterranea e analizzandone quindi i globuli bianchi. «Abbiamo studiato i telomeri, la parte terminale dei cromosomi che sappiamo essere una sorta di 'orologiò cellulare - spiega Giuseppe Paolisso - A ogni divisione della cellula si accorciano fino ad arrivare a una soglia critica, oltre la quale non possono più diminuire; è a questo punto che parte il processo di invecchiamento cellulare. Sapevamo già che la dieta mediterranea si 'opponè all'accorciamento dei telomeri: siamo perciò andati a valutare i telomeri dei globuli bianchi dei partecipanti allo studio per capire se e soprattutto come l'alimentazione incida sulla loro lunghezza». I risultati mostrano chiaramente che una dieta equilibrata influenza l'attività della telomerasi, l'enzima che permette di «costruire» i telomeri impedendone l'accorciamento. «Tanto più i soggetti seguivano una dieta mediterranea, quanto più risultava attivo l'enzima - riprende Paolisso - Avere individuato che su questo 'interruttorè cellulare agiscono i nutrienti di un'alimentazione sana e bilanciata, in cui siano abbondanti frutta, verdura, legumi, pesce fresco e cibi a basso contenuto di grassi, evidenzia il meccanismo che permette alla dieta di mediterranea di favorire la longevità ed è un'ulteriore prova della sua spiccata capacità antiaging, che si può ormai ritenere un vero e proprio farmaco». Attenzione però: l'effetto si ottiene dal mix equilibrato dei diversi nutrienti e gli stessi vantaggi non sembrano raggiungibili attraverso integratori, per quanto associati a ricreare il più possibile il «cocktail» che emerge da un'alimentazione sana. Esiste tuttavia una sostanza che agisce sulla telomerasi, attivandola: già in commercio negli Stati Uniti come integratore, è tuttora in sperimentazione clinica. «Per il momento l'unico modo certo per rallentare l'invecchiamento è aderire ai principi della dieta mediterranea», conclude però Paolisso.
LORENZO, 2 ANNI, AFFETTO DA RARA MALATTIA. IL GIUDICE: "DEVE VIVERE, SÌ ALLE STAMINALI"
«L’Azienda ospedaliera Spedali civili di Brescia somministrerà a
Lorenzo D’Andria il trattamento basato sull’infusione di cellule
staminali di tipo mesenchimale di cui al protocollo Stamina». Sono queste le parole pronunciate dal giudice Riccardo Cervelli della sezione lavoro di Santa Maria Capua Vetere per permettere a Lorenzo di vivere.
Il piccolo Lorenzo ha due anni e mezzo ed è affetto da leucodistrofia di Canavan, una malattia neurodegenerativa che colpisce progressivamente il sistema nervoso e muscolare e al momento non ci sono cure. L'uniuca cura che può dare conforto al piccolo è quella con le cellule staminali, per la quale i genitori, Gabriella Ferraiolo e Francesco D’Andria, si battono da due anni. Ma a Lorenzo, come ad altri bambini, l’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco e il ministero della Salute, hanno vietato agli ospedali Civili di Brescia di praticare il metodo Stamina, ossia l’infusione di cellule staminali.
I genitori non hanno voluto arrendersi ed è così arrivata la sentenza del giudice che dà nuove speranze a questa famiglia.
LE CONDIZIONI DI LORENZO Oggi il piccolo non esce mai di casa e non esce nemmeno la signora Gabriella, sicuramente non per tutto l’inverno, lo fa con accortezze enormi qualche volta in estate. Il rischio di contrarre anche solo un raffreddore Lorenzo non se lo può permettere. Appena entrati in casa i genitori del bambino porgono una mascherina agli ospiti, un gesto ormai normale per loro, che colpisce gli estranei e li fa immediatamente calare in un clima di straordinaria attenzione per le condizioni del bambino.
Il bambino ha problemi alla vista non parla, non può tenersi con il collo dritto, trascorre gran parte del suo tempo tra le braccia della mamma. Si nutre solo di liquidi perchè non può degludire. Viene seguito da 5 infermiere e da diversi altri specialisti.
La malattia di Lorenzo è molto grave e le staminali sono l'unico barlume di spreanza per questa famiglia: «Io so che mio figlio non può guarire ma se con le staminali potrà vedere anche solo un pochino in più, se può essere anche solo rallentata la degenerazione delle sue cellule io sarò felice», dice la mamma al Mattino.it, «Perchè non dovrei lottare con tutta me stessa per ottenere questa terapia se non ho alcuna alternativa?».
Il piccolo Lorenzo ha due anni e mezzo ed è affetto da leucodistrofia di Canavan, una malattia neurodegenerativa che colpisce progressivamente il sistema nervoso e muscolare e al momento non ci sono cure. L'uniuca cura che può dare conforto al piccolo è quella con le cellule staminali, per la quale i genitori, Gabriella Ferraiolo e Francesco D’Andria, si battono da due anni. Ma a Lorenzo, come ad altri bambini, l’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco e il ministero della Salute, hanno vietato agli ospedali Civili di Brescia di praticare il metodo Stamina, ossia l’infusione di cellule staminali.
I genitori non hanno voluto arrendersi ed è così arrivata la sentenza del giudice che dà nuove speranze a questa famiglia.
LE CONDIZIONI DI LORENZO Oggi il piccolo non esce mai di casa e non esce nemmeno la signora Gabriella, sicuramente non per tutto l’inverno, lo fa con accortezze enormi qualche volta in estate. Il rischio di contrarre anche solo un raffreddore Lorenzo non se lo può permettere. Appena entrati in casa i genitori del bambino porgono una mascherina agli ospiti, un gesto ormai normale per loro, che colpisce gli estranei e li fa immediatamente calare in un clima di straordinaria attenzione per le condizioni del bambino.
Il bambino ha problemi alla vista non parla, non può tenersi con il collo dritto, trascorre gran parte del suo tempo tra le braccia della mamma. Si nutre solo di liquidi perchè non può degludire. Viene seguito da 5 infermiere e da diversi altri specialisti.
La malattia di Lorenzo è molto grave e le staminali sono l'unico barlume di spreanza per questa famiglia: «Io so che mio figlio non può guarire ma se con le staminali potrà vedere anche solo un pochino in più, se può essere anche solo rallentata la degenerazione delle sue cellule io sarò felice», dice la mamma al Mattino.it, «Perchè non dovrei lottare con tutta me stessa per ottenere questa terapia se non ho alcuna alternativa?».
venerdì 3 maggio 2013
FEDERICA NON È MORTA PER IL TATUAGGIO: "LA CAUSA? SEPSI MENINGOCOCCICA"
Nessuna colpa ha il tatuaggio. Federica Iammatteo, morta due giorni dopo essersi tatuata, sarebbe morta per una sepsi meningococcica.
Secondo Massimo Galli, professore di Malattie Infettive all'Università degli Studi di Milano e direttore della Terza Divisione di Malattie Infettive all'ospedale Luigi Sacco, si tratta di «un evento molto raro in cui un’infezione da Neisseria meningitidis, il meningococco, appunto, invade l’organismo e causa uno choc, in molti casi irreversibile, prima ancora di manifestarsi come meningite. Di fatto nessuna infezione batterica è in grado di avere un decorso altrettanto fulminante in una persona giovane e sana».
Alcuni soggetti sono portatori di meningoccocco che in casi molto gravi e in particolari situazioni può sfociare in sepsi per la quale non c'è scampo data la velocità con cui agisce e distrugge il corpo. In alcuni casi è possibile salvarsi se la malattia viene individuata in tempo.
Ora si ha una magiore chiarezza sulla morte di Federica e nessuna colpa è da imputare ad aghi e inchiostri, ma la famiglia continua a piangere il dolore per la sua perdita.
Secondo Massimo Galli, professore di Malattie Infettive all'Università degli Studi di Milano e direttore della Terza Divisione di Malattie Infettive all'ospedale Luigi Sacco, si tratta di «un evento molto raro in cui un’infezione da Neisseria meningitidis, il meningococco, appunto, invade l’organismo e causa uno choc, in molti casi irreversibile, prima ancora di manifestarsi come meningite. Di fatto nessuna infezione batterica è in grado di avere un decorso altrettanto fulminante in una persona giovane e sana».
Alcuni soggetti sono portatori di meningoccocco che in casi molto gravi e in particolari situazioni può sfociare in sepsi per la quale non c'è scampo data la velocità con cui agisce e distrugge il corpo. In alcuni casi è possibile salvarsi se la malattia viene individuata in tempo.
Ora si ha una magiore chiarezza sulla morte di Federica e nessuna colpa è da imputare ad aghi e inchiostri, ma la famiglia continua a piangere il dolore per la sua perdita.
VITERBO, FETO MORTO IN UN CASSONETTO. TROVATA LA MAMMA, È UNA 24ENNE ROMENA
La donna si era presentata al nosocomio locale verso le 15,30 con un'emorragia in atto. I medici hanno capito subito che qualcosa non andava, così hanno chiamato la polizia. Gli agenti sono riusciti a farle raccontare tutto e a farsi indicare il luogo dove aveva gettato il feto: un cassonetto dell'immondizia in via Ferdinando Agostini Solieri, una traversa di via Vico Squarano. Quando sono arrivati sul posto, insieme agli uomini della scientifica e ai sanitari del 118, il feto era ormai privo di vita.
La polizia però sta ancora indagando. Non è infatti chiaro se si sia trattato di un aborto clandestino e se il bimbo fosse ancora vivo nel momento in cui è stato gettato nel cassonetto di via Solieri. Questo potrà dirlo solo l'autopsia. Ora il gip dovrà decidere se convalidare o meno il fermo della donna.
EMMA TORNA A CASA CON UN CUORE NUOVO. COMMOSSE L'ITALIA COL CANE BLACK
Dopo 475 giorni di ospedale torna a casa, Emma, la bambina di tre anni e mezzo di Pinerolo (Torino) che commosse l'Italia chiedendo di avere accanto a sè il suo cane, Black, durante la degenza. Dopo oltre un anno attaccata a un cuore artificiale, è stata sottoposta a trapianto al Regina Margherita di Torino lo scorso 8 marzo. Ora è in buone condizioni e può tornare in famiglia e a raggiungere il suo amico a quattro zampe.
L'INTERVENTO Il trapianto di cuore per Emma pareva non essere possibile e lei, come ultimo desiderio, aveva chiesto e ottenuto di avere nella sua stanza di ospedale Black, il suo spinone di 24 chili. A salvarla è stato il cuore di un bambino di cinque anni morto in Liguria. Lo scorso 8 marzo è stata sottoposta a un intervento di 11 ore dal dottor Carlo Pace Napoleone, primario di cardiochirurgia del Regina Margherita. Poi è stata sottoposta a una forte terapia antirigetto «perchè l'organo - spiega il medico - non era del tutto compatibile». Adesso trascorrerà un periodo di degenza a casa, dove sarà seguita da infermieri e terapisti che garantiranno la continuità assistenziale. «Emma - dice Pace Napoleone - avrà una vita buona a patto di sottostare a una terapia per pazienti immunodepressi e a qualche piccola attenzione». La madre Maria, infermiera all'ospedale di Pinerolo, e il padre Guillermo, l'hanno riportata a casa: «Si è spaventata - dice la mamma - perchè mi ha visto preparare le borse e mettere via i giocattoli. Non voleva più venire via, ma ora sa che incontrerà di nuovo Black a casa».
L'INTERVENTO Il trapianto di cuore per Emma pareva non essere possibile e lei, come ultimo desiderio, aveva chiesto e ottenuto di avere nella sua stanza di ospedale Black, il suo spinone di 24 chili. A salvarla è stato il cuore di un bambino di cinque anni morto in Liguria. Lo scorso 8 marzo è stata sottoposta a un intervento di 11 ore dal dottor Carlo Pace Napoleone, primario di cardiochirurgia del Regina Margherita. Poi è stata sottoposta a una forte terapia antirigetto «perchè l'organo - spiega il medico - non era del tutto compatibile». Adesso trascorrerà un periodo di degenza a casa, dove sarà seguita da infermieri e terapisti che garantiranno la continuità assistenziale. «Emma - dice Pace Napoleone - avrà una vita buona a patto di sottostare a una terapia per pazienti immunodepressi e a qualche piccola attenzione». La madre Maria, infermiera all'ospedale di Pinerolo, e il padre Guillermo, l'hanno riportata a casa: «Si è spaventata - dice la mamma - perchè mi ha visto preparare le borse e mettere via i giocattoli. Non voleva più venire via, ma ora sa che incontrerà di nuovo Black a casa».
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